Precario Stabile

Il sito contro ogni forma di precariato involontario

Archive for luglio 2006

Altre assunzioni previste nel settore scuola

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Interessante articoo di repubblica sugli intendimenti del governo per limitare il precariato nella scuola.

Ecco il link

http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2007/riforma-fioroni-1/riforma-fioroni-1.html

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Written by Marco "DigiReale" Costanzo

luglio 21, 2006 at 11:13 am

Notizia piena di “Letizia”

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Torna l’aggettivo “pubblica” per la magica parolina Istruzione.
Grazie ministro Fioroni per aver pensato che la cultura debba veramente essere di tutti.
Ora è importante risolvere la questione delle immissioni in ruolo, e non solo per i 23.000 ruoli già promessi. La situazione è ben più complessa e sicuramente Lei saprà analizzarla ed interpretarLa nel migliore dei modi di concerto con il ministro Padoa Schioppa.
Hasta la cultura… Signora Letizia

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Written by precariostabile

luglio 13, 2006 at 6:28 pm

Il vangelo secondo precario

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www.ilvangelosecondoprecario.org

Written by precariostabile

luglio 10, 2006 at 12:46 pm

Mercoledì 12 luglio : riunione del Comitato ” Per la scuola della Costituzione”

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Comitato di Firenze

Sono già trascorsi tre mesi dalle elezioni politiche e dalla cacciata delle destre dal Governo e purtroppo ancora la nuova maggioranza non solo non ha finora dato alcun segnale forte di discontinuità rispetto alla politica del precedente Governo con una chiara proposta di abrogazione delle leggi Moratti, ma (non si comprende con quali intenzioni ) ha addirittura approvato nei giorni scorsi un provvedimento di proroga della legge Moratti !!!

Molto probabilmente si tratta di un errore dovuto anche ad incapacità e pressopochismo ( che però non possono non destare viva preoccupazione anche sotto il profilo politico), ma proprio per questa ragione dobbiamo essere rigorosi ed esigere comportamenti chiari ed inequivoci ed in primo luogo il rispetto tempestivo del programma dell’UNIONE, che prevede discontinuità e l’abrogazione nei primi mesi delle leggi della precedente maggioranza in contrasto con il programma dell’UNIONE.

In ogni caso il 1 settembre prossimo le leggi Moratti o saranno abrogate dal Parlamento o saranno disapplicate dal mondo della scuola; per prepararci a tale scadenza è necessario impegnarci sin da ora; per questa ragione, nonostante il periodo estivo, riteniamo oportuno incontrarci

mercoledì 12 luglio p.v. alle ore 21,15 presso il Circolo ARCI “IL PROGRESSO ” via V. Emanuele n. 135

per esaminare la situazione e definire un primo programma di iniziative; vi preghiamo di garantire la presenza.
Cordiali saluti.
p. il Comitato
Corrado Mauceri

Written by precariostabile

luglio 10, 2006 at 12:33 pm

Proroga della legge Moratti: una scelta sbagliata

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di Corrado Mauceri

Nei giorni scorsi il Senato ha approvato il ddl di conversione del D.L. n. 173/06 con alcuni emendamenti che, tra l’altro, prorogano di altri 18 mesi la delega della legge Moratti al Governo per adottare “ulteriori disposizioni correttive e integrative dei decreti legislativi con il rispetto dei medesimi criteri e principi direttivi …” limitatamente ai decreti ancora “sotto delega” e cioè: DD. lgvi 15/4/2005 n. 76 (sul diritto-dovere all’istruzione e alla formazione), 15/4/2005 n. 77 (sull’alternanza scuola-lavoro), 17/10/2005 n. 226 (sul secondo ciclo), 17/10/2005 n. 227 (formazione degli insegnanti).

Quale è l’effetto di tale proroga? L’efficacia della legge-delega della Moratti è prorogata al fine di adottare “disposizioni correttive ed integrative” dei decreti legislativi emanati dal precedente Governo, fermo restando ovviamente, ai sensi dell’art. 76 Cost., “il rispetto dei medesimi criteri e principi direttivi” della legge Moratti.

La prima ed immediata reazione non può che essere di stupore: dall’abrogazione delle leggi Moratti, da moltissimi ritenuta prioritaria alla vigilia delle elezioni, ci troviamo alla proroga della legge Moratti!

Poiché non si può ovviamente pensare che la nuova maggioranza si sia improvvisamente ed unanimemente convertita al morattismo, non conoscendo le reali motivazioni di tale provvedimento (sarebbe opportuno che le forze politiche dell’UNIONE socializzassero tutte le questioni attinenti la politica scolastica, anche per evitare le non encomiabili esperienze del precedente governo di centro-sinistra) si possono prospettare soltanto delle ipotesi.

L’ipotesi più plausibile, considerate le difficoltà della maggioranza in Senato, potrebbe essere quella di utilizzare lo strumento della proroga della delega allo scopo di modificare i decreti adottati dal precedente Governo, evitando in tale modo lo scoglio dell’iter parlamentare.

L’altra ipotesi potrebbe essere quella di “prendere tempo” per consentire interventi legislativi modificativi non solo di alcuni aspetti dei decreti legislativi, ma anche della stessa legge delega; per esempio un primo intervento legislativo potrebbe riguardare l’elevamento dell’obbligo scolastico che implicherebbe però una “modifica” di ampie parti della legge Moratti.

Si deve subito precisare che entrambe le ipotesi non giustificano in alcun modo un provvedimento di proroga della legge Moratti che pertanto è un grave errore politico, sia sotto il profilo del contenuto sia del messaggio politico, molto probabilmente causato da scarsa attenzione.

La prima ipotesi implica difatti un intervento del Governo di centro-sinistra sui decreti “sotto delega” che però, per essere legittimo, deve essere comunque attuativo delle finalità della legge Moratti!; non sarebbe difatti possibile utilizzare la “proroga” per introdurre per es. l’obbligo scolastico o per eliminare il sistema duale del secondo ciclo, ecc.

Il Governo di centro-sinistra si propone di intervenire nell’ambito delle finalità stabilite dalle leggi Moratti? Ovviamente non è nemmeno pensabile; ma se è così, la proroga non si può utilizzare e quindi è del tutto inutile; difatti qualsiasi intervento che utilizzi la proroga in contrasto con la legge Moratti sarebbe illegittimo.

L’altra ipotesi (cioè quella di prendere tempo) è sbagliata perchè anche in tale caso la proroga sarebbe del tutto inutile; difatti la proroga non sospende l’efficacia dei decreti emanati dal precedente Governo, quindi non serve per prendere tempo; serve solo a perder tempo; difatti, finchè non saranno abrogati con interventi legislativi , i decreti saranno efficaci.

Per “prendere tempo” con un uso molto spregiudicato della “proroga”, prevista per interventi “correttivi ed integrativi”, il Governo dovrebbe adottare un decreto delegato formalmente attuativo della legge Moratti, ma nella sostanza volto alla “sospensione” dei decreti già in vigore; sarebbe però un provvedimento molto discutibile e politicamente molto pericoloso.

In conclusione non si riesce a comprendere la ragione di tale “proroga”; peraltro se c’è una qualche ragione che fuori dal Palazzo non si riesce a comprendere, sarebbe stato opportuno indicarla, se non proprio discuterla.

Allo stato la proroga ci sembra un provvedimento certamente sbagliato e molto ambiguo e per certi aspetti paradossale; nel programma dell’UNIONE è previsto che “con gli atti dei primi mesi di Governo, in radicale discontinuità con gli indirizzi e le scelte di centro-destra, abrogheremo la legislazione vigente in contrasto con il nostro programma”

Il primo atto del Governo è stata però la proroga della legge delega della Moratti; non è un segnale incoraggiante!

Peraltro la “proroga” riguarda la parte della legge Moratti relativa ai decreti “sotto delega”, rimane in ogni caso il decreto n. 59 relativo al I ciclo che è già in vigore e non più modificabile in sede delegata; finora il movimento dei genitori e degli insegnanti ne ha limitato i danni; il governo cosa intende fare entro il 1 settembre? Allo stato non pare possibile altra soluzione che l’abrogazione immediata di detto decreto.

Senza dubbio il Governo deve fare i conti con la realtà delle forze in Parlamento e di ciò tutti dobbiamo tenere conto ed agire con il massimo senso di responsabilità; nel contempo dobbiamo tutti tenere presente che il programma è il “patto” che tutti dobbiamo osservare; taluni aspetti del programma sono molto discutibili (per usare un eufemismo) come per es. il sistema nazionale formato da scuole statali e scuole private paritarie (!); se per senso di responsabilità non si mette in discussione questa parte infelice del programma, con lo stesso senso di responsabilità si deve però garantire la corretta attuazione di quella parte che prevede “con gli atti dei primi mesi di governo” la discontinuità e l’abrogazione delle leggi Moratti che in quanto eversive si devono ritenere in contrasto con il programma dell’UNIONE.

Confidiamo pertanto che la vicenda della “proroga” sia stato un passo sbagliato e che le forze politiche dell’UNIONE prendano un’iniziativa immediata e concreta per realizzare con provvedimenti inequivoci e coerenti quella discontinuità rispetto alle leggi Moratti che la scuola attende e cioè l’abrogazione immediata per poter avviare le riforme coerenti con i principi costituzionali.

Deve essere comunque chiaro: il 1 settembre non si possono applicare le leggi Moratti.

Corrado Mauceri

Written by precariostabile

luglio 10, 2006 at 12:21 pm

Breve esperienza di un aspirante ricercatore precario.

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La mia esperienza di lavoratore universitario è simile a quella di molti altri che hanno iniziato a lavorare nell’Università, affascinati dall’idea di poter “fare ricerca” o, i più ambiziosi, di iniziare la carriera accademica.

Io credo che fondamentalmente chi decide di lavorare all’Università con lo scopo di diventare ricercatore o docente, in qualche modo mette già in conto di dover affrontare periodi di incertezza contrattuale, o di veri e propri “chiari di luna”, ma sono altrettanto convinto che anche la persona più pessimista si troverà sempre a fare i conti con periodi di incertezza sempre molto più lunghi di quanto preventivato.

Subito dopo il conseguimento della laurea in Chimica, vinsi una borsa di dottorato triennale.

Il dottorato di ricerca nei dipartimenti scientifici rappresenta spesso l’anticamera del lavoro precario. Infatti, seppur formalmente il dottorando non è vincolato a nessun obbligo di presenza né di prestazione di servizio al dipartimento presso il quale svolge la ricerca, nella quasi totalità dei casi esso si trova a dover osservare veri e propri turni di lavoro in laboratorio che richiedono una presenza quotidiana costante. In altre parole, a fronte di una borsa di studio di poco più di 800 euro, il dottorando si trova spesso a “lavorare” come un normale ricercatore.

Il dottorando quindi si trova quindi in una condizione di lavoratore-studente: lavoratore per le responsabilità e gli oneri a cui deve di fatto far fronte, e studente per i diritti che gli vengono riconosciuti (niente contributi, impossibilità di accedere ad un prestito, niente malattie etc etc).

Che possibilità ha il dottorando, dopo i 3 anni di borsa, di poter continuare la propria linea di ricerca nell’Università? Chiaramente nessuno lo sa, a meno di coperture accademiche forti.

A questo punto, ci troviamo nel cuore dell’Odissea del precario universitario.

A questo punto riuscire a pianificare la propria vita lavorativa sperando in un posto all’università è di fatto impossibile, a prescindere dal proprio curriculum e dai propri meriti. Questi infatti possono fare la differenza nei concorsi, ma il problema è sapere con sufficiente anticipo se e quando ci sarà un concorso.

Personalmente, ho dovuto aspettare circa 7 mesi dalla fine del corso di dottorato, prima di poter accedere ad un nuovo posto all’università. 7 mesi in cui ovviamente non si percepisce uno stipendio, e non si sa nemmeno prevedere quando se ne percepirà un altro.

Cos’è allora che alimenta la voglia di voler provare comunque la strada universitaria?

Da una parte il fatto che a 3 anni dalla laurea e a 30 anni di età, le industrie ti considerano già non più interessante, perché non più giovane e facile da formare, dall’altra la “passione” per la ricerca.

Io ho scelto di rimanere all’università, vincendo un concorso per Tecnico Laureato con un contratto a tempo determinato di 5 anni. Quindi sempre precario…

Precario inoltre, perché ci si trova di nuovo con un contratto di lavoro che formalmente non rispecchia l’attività che svolgiamo.

I Tecnici laureati, o Tecnici di laboratorio, svolgono di fatto, nella stragrande maggioranza dei casi, la stessa attività dei ricercatori: fanno ricerca, spesso supportano anche le attività didattiche, pubblicano né più ne meno come i ricercatori, ma formalmente non lo sono.

Formalmente siamo personale amministrativo.

Questo è un problema che non riguarda però solo chi ha un contratto a termine, ma anche chi ha la fortuna di ricoprire un incarico a tempo indeterminato. Il problema sta nel ricorso sistematico alla figura del Tecnico ogni volta che c’è il bisogno di persone che facciano ricerca, dato che i posti di Ricercatore sono assolutamente inferiori alle necessità.

Le contraddizioni di questa situazione sono innumerevoli: la prima ad esempio sta nell’impossibilità di poter rispettare gli orari fissi e gli impegni dettati dalle condizioni contrattuali, con le attività di ricerca che in un laboratorio non possono di fatto essere vincolate a degli orari.

C’è poi la guerra tra i poveri, o per rimanere in tema, la guerra tra i precari: rispetto agli assegnisti di ricerca, precari per 4 anni, noi tecnici abbiamo ad esempio minori opportunità di poter vincere un concorso di ricercatore, perché ricopriamo una posizione di minor prestigio accademico.

Il dramma di chi vuole far ricerca sta nel doversi accontentare di contratti a tempo determinato, borse, assegni, e altri espedienti fino a quando si avrà la fortuna di poter accedere ad un posto stabile. Gli aspiranti ricercatori soffrono a causa del sistema universitario, sia a causa delle nuove regole del marcato del lavoro. Incerti e precari quindi.

Concludendo, alla fine del mio contratto di 5 anni avrò 35 anni e una figlia di 4 anni, e nessuno può prevedere quando ci sarà il prossimo concorso a cui potrò partecipare, di sicuro so che non potrò stare altri 7 mesi senza stipendio.

Comincio a chiedermi se il gioco vale la candela.

Written by precariostabile

luglio 10, 2006 at 9:14 am

ITP: l’ennesima beffa!

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Nella precedente tornata delle immissioni in ruolo, gli insegnanti
tecnico pratici si sono visti penalizzati a causa della mancata
assegnazione alle loro classi di concorso di una parte dei posti
disponibili. Questo perché non era stato concluso l’iter delle
procedure di abilitazione degli ITP. I posti in ruolo disponibili sono
quindi stati girati ad altre classi di concorso. Le procedure per le
future immissioni in ruolo definite dal D.M. 50 del 30 Giugno 2006,
prevedono il recupero dei posti andati persi nello scorso anno
scolastico: “Si richiama l’attenzione sul caso di posti già assegnati
per l’a.s. 2005/2006 a graduatorie risultate esaurite o prive di
aspiranti inseriti a pieno titolo, ma con aspiranti inseriti con
riserva, in attesa del conseguimento del titolo di specializzazione
sul sostegno o dell’abilitazione all’insegnamento. Qualora i posti in
questione siano stati ridistribuiti, per tale motivo, dai Direttori
Regionali ad altre graduatorie, si sottolinea la necessità del
recupero di detti posti a favore delle graduatorie penalizzate, purché
vi sia la disponibilità”. Ora, nella ripartizione dei posti da
immettere in ruolo, i Dirigenti Regionali e i CSA provinciali non
hanno tenuto conto di tale direttiva. Questo cosa significa?

Non sono state rispettate le disposizioni stabilite di concerto tra le
OO.SS e i rappresentanti del Ministero;

Gli ITP sono stati penalizzati per l’ennesima volta.

Questo fa riflettere ancora una volta sul comportamento dei sindacati
i quali anziché tutelare i diritti degli ITP latitano a livello degli
organi decentrati.

Liborio Butera

Written by precariostabile

luglio 7, 2006 at 10:01 am