Precario Stabile

Il sito contro ogni forma di precariato involontario

Pubblichiamo l’appello per la mobilitazione di settembre nei call center

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Fonte: http://italy.indymedia.org/news/2006/08/1127134.php

Appello per una mobilitazione nazionale
delle lavoratrici e dei lavoratori dei call center
In quest’ultimo anno le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori hanno imposto all’attenzione di
tutti il mondo dei call center.
Mass media, politici e istituzioni ne hanno esaltato lo sviluppo occupazionale e la flessibilità
produttiva per contrapporlo alle denunce dei lavoratori sulle condizioni di lavoro che in tali
luoghi si è costretti a subire in cambio di retribuzioni bassissime.
Ma le lotte esplose nei call center più importanti del panorama nazionale, unitamente ad alcuni
isolati interventi dei servizi ispettivi di ASL e ispettorati del lavoro, hanno in parte imposto la
vera realtà produttiva, mettendo in luce:
• il sistematico utilizzo di ogni forma di contratto precario, anche quelle palesemente
illegittime, il lavoro a progetto, la somministrazione, il tempo determinato, l’apprendistato, il
lavoro nero, tutte, quasi sempre, in versione part-time;
• i turni massacranti e gli orari di lavoro totalmente flessibili, la struttura fortemente
gerarchizzata e le indebite pressioni esercitate sugli addetti al fine di aumentare i livelli di
vendita di prodotti e servizi, la totale assenza di autonomia professionale e di possibilità di
carriera, gli insostenibili ritmi e tempi di risposta, le pesanti condizioni di stress lavorativo, le
gravi carenze dei percorsi formativi;
• l’abuso del contratto di lavoro a part-time (tanto da costituire la tipologia contrattuale
prevalente sia nelle grandi aziende, come Telecontact center spa ed Atesia spa, che nei call
center a “conduzione familiare”), quasi mai determinato dalla libera scelta della lavoratrice o
del lavoratore ma individuato dal datore di lavoro quale strumento di ulteriore flessibilità
attraverso il quale ottimizzare il rapporto tra riduzione del costo del lavoro e copertura delle
fantomatiche “curve di traffico”;
• l’uso dei call center quale volano di esternalizzazione delle attività e di precarizzazione dei
rapporti di lavoro, sia da parte della pubblica amministrazione che delle grandi aziende private.
Il call center, quindi, non solo luogo fisico ma anche precisa modalità organizzativa che, a
seguito delle regole di flessibilità e precarietà vigenti, sta determinando un insostenibile disagio
sociale e gravi ripercussioni sullo stato psico-fisico della stragrande maggioranza degli addetti,
siano essi operatori con contratto a tempo indeterminato piuttosto che con contratti precari.
Contro tali condizioni, noi, lavoratrici e lavoratori dei call center e delegati RSU delle aziende
del settore, riteniamo oramai irrinunciabile la costruzione di un percorso unitario di lotta
di tutti gli addetti dei call center che realizzi, entro il mese di settembre p.v., una prima
manifestazione nazionale.
In tal senso proponiamo di incontrarci in una ASSEMBLEA NAZIONALE, a ROMA, il 9
SETTEMBRE, dove elaborare la piattaforma rivendicativa comune e stabilire tempi e modalità
delle iniziative di lotta.
luglio 2006.

Per info e adesioni: http://icc2006.oltreover.org email: iniziativecc2006@yahoo.it

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Written by Marco "DigiReale" Costanzo

agosto 18, 2006 a 6:04 pm

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