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La SSIS a chi serve davvero?

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Precariostabile riporta un articolo che non vuole essere altro che uno spunto di riflessione e non esprime il pensiero degli autori di questo sito.

fonte: http://www.buburp.com/realindex.htm

La SSIS rappresenta il modo più rapido per diventare insegnanti.
Con un costo d’iscrizione di circa 2500 € (ma il prezzo varia a seconda delle Università), vecchi laureati che siano stati bocciati ai Concorsi a Cattedre, oppure neolaureati, frequentano un corso biennale da quattro soldi che lo Stato fa passare per … Scuola di Specializzazione (da cui le prime due lettere dell’acronimo), facendo letteralmente man bassa di abilitazioni!
La durata del “corso” fa sì che alla tassa diretta (iscrizione) si aggiunga quella indiretta derivata dall’ingente spesa, in termini di carburante auto, necessaria per la frequenza del suddetto corso, mediamente distante decine di chilometri dal proprio domicilio.
Il prezzo quindi lievita enormemente, a tutto vantaggio dello Stato che viene arricchito da questi generosi contribuenti!
Al termine di questo corsetto si esce col massimo dei voti (il denaro colma qualsiasi lacuna!), si viene omaggiati di un bonus di 30 punti, equivalente a ben 2 anni e mezzo di servizio (una specie di … rimborso spese!), e in virtù di codeste regalie si scavalcano insegnanti che hanno superato quel concorso a cui essi sono stati bocciati, ed insegnanti con alle spalle anni di servizio nelle scuole pubbliche!
Molti dei docenti che tengono i corsi SSIS sanno benissimo che si tratta di una pagliacciata, ma li difendono col naso turato poiché la grana che dagli iscritti affluisce alle casse delle piccole Università è vitale per il sostentamento di queste ultime! Insomma, fino al 2000 nella scuola si entrava per merito o per servizio; oggi si entra anche per reddito!

 

 

 

fonte: http://www.buburp.com/realindex.htm

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Written by precariostabile

agosto 27, 2006 a 3:42 pm

Pubblicato su precariato

3 Risposte

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  1. Alcune osservazioni:

    -) non e’ vero che “vecchi laureati che siano stati bocciati ai Concorsi a Cattedre, oppure neolaureati, frequentano un corso biennale da quattro soldi”. La SSIS e’ infatti una Scuola di Specializzazione alla quale si accede per concorso. E’ al contrario vero che molti docenti non abilitati non riescono a superare le prove di detto concorso e quindi sono destinati a restare nelle graduatorie d’istituto, supplenti e precari, fino a quando non arrivi una leggina che consenta loro di acquisire l’abilitazione “per vecchiaia”.

    -) non e’ vero che “si faccia man bassa di abilitazioni”, giacche’ il concorso per accedere alle SSIS e’ a numero chiuso!

    -) non e’ vero che “Al termine di questo corsetto si esce col massimo dei voti”. E’ tuttavia vero che ci sia disomogeneita’ tra le valutazioni di una ssis e l’altra per cui e’ difficile davvero dare un valore ai voti. Tuttavia questo e’ un problema antico come il mondo e chi ha frequentato la SSIS (almeno quella parte che ha trattato la componente docimologica) lo sa bene.

    -) non e’ vero che “si viene omaggiati di un bonus di 30 punti”. I punti sono 12+12+6 dove 12 e’ il punteggio di un anno di lavoro. Questo significa che lo Stato riconosce lo stesso punteggio ad un precario che lavora (e che guadagna lo stipendio) ad un sissino che studia, si prepara, fa tirocinio (e non guadagna uno stipendio), cosa che mi pare del tutto ragionevole (altrimenti perche’ studiare/prepararsi? basta aspettare una leggina!). I 6 punti finali sono “per l’abilitazione” e li hanno tutti coloro i quali questa abilitazione l’hanno conseguita con un Esame di Stato, un Concorso o cose del genere (serie).

    -) non e’ vero che “in virtù di codeste regalie si scavalcano insegnanti che hanno superato quel concorso a cui essi sono stati bocciati, ed insegnanti con alle spalle anni di servizio nelle scuole pubbliche!” perche’ i sissini entrano in Graduatoria Permanente con questi punteggi e, se sono neolaureati, hanno solo quei punti. Se sono precari che hanno vinto il concorso per frequentare la SSIS, allora si porteranno dietro i loro punti. Oggi non ci sono concorsi, quindi questo e’ l’unico modo. Gli insegnanti che si scavalcano sono quelli che NON hanno un’abilitazione, e questo mi sembra il minimo!

    -) Non e’ vero che “Molti dei docenti che tengono i corsi SSIS sanno benissimo che si tratta di una pagliacciata, ma li difendono col naso turato poiché la grana che dagli iscritti affluisce alle casse delle piccole Università è vitale per il sostentamento di queste ultime!” per il semplice fatto che questa affermazione e’ gratuita e non sostenuta da fatti e nomi. Sarebbe come dire: “molti docenti che tengono corsi universitari di giurisprudenza sanno che si tratta di una pagliacciata, ma li difendono perche’ la grana degli iscritti affluisce nelle casse…”. Insomma: “gli italiani sono ladri”, “i tedeschi sono precisi”, “gli americani sono fanfaroni”… La sagra delle gratuita’.

    -) non e’ vero che “Insomma, fino al 2000 nella scuola si entrava per merito o per servizio; oggi si entra anche per reddito!”. Una volta si entrava per concorso e nel concorso si dimostrava di conoscere la materia, ma nulla si sapeva di pedagogia, di psicologia, di didattica, di legislazione scolastica, di storia della scuola, ne’ si aveva una significativa esperienza di tirocinio. Oggi quegli stessi concorsi servono per accedere ad una scuola di specializzazione che FORMA GLI INSEGNANTI.

    -) Sull’affermazione “oggi si entra anche per reddito!”, mi si dica quale campo delle professioni che hanno a che fare con la conoscenza, non sia affetto da questo offset. Dopodiche’ ci si impegni per lenirne le cause, non gli effetti!

    pfasce

    settembre 6, 2006 at 4:22 pm

  2. Tu cosa proponi per lenirne le cause?
    ] marcomkc [

    Marco mkc Costanzo

    settembre 6, 2006 at 9:26 pm

  3. Le proposte che posso fare io sono insignificanti. Non sono un sociologo, ne’ un politico. Non ho responsabilita’ di questa natura, quindi potrei solo collezionare qualche banalita’ espressa sotto forma di buoni propositi.

    So che diversi miei colleghi non pagavano le tasse per la SSIS, usufruendo di borse di studio dovute al reddito. In Trentino (ma e’ chiaro che li’ hanno un’autonomia fiscale diversa, quindi possibilita’ economiche diverse) so che sostengono molto diffusamente gli specializzandi SSIS.

    Certo farei molta attenzione a non buttare via il bambino con l’acqua sporca.

    Ciao ciao.

    pfasce

    settembre 7, 2006 at 4:11 pm


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